Antonio Dieni: “Qui per dare una mano al Pavia Calcio”

“Sappiamo anche noi che il Pavia merita un’altra classifica, merita di più. Vorremmo tutti essere in cima alla classifica ma oggi non è così. Io non faccio promesse perché ora non servono ma dico che la proprietà nel nome del presidente Giuseppe Nucera c’è, è forte e pronta a tornare ancora sul mercato per completare la squadra di Omar Albertini. Noi abbiamo fiducia in lui è nelle sue idee di calcio…”.

È il primo lungo pensiero di Antonio Dieni, oggi anche direttore generale della Prima squadra non per scelta ma per riconoscenza:

“Il Presidente mi ha chiesto di dare una mano, di mettere la mia esperienza, il mio lavoro svolto nel settore giovanile e portarlo in Prima squadra. Non ho promesse da fare, non mi piace farle. So solo che c’è da lavorare tanto e sono pronto. Come ho sempre fatto: rimboccandomi le maniche e lavorando sul campo al fianco dell’allenatore. Ci metto passione, ci metto impegno, voglio che si comprenda che non è arrivato un fenomeno, non è arrivato un uomo che risolverà tutti i problemi con la bacchetta magica. È arrivata però una persona che ci mette il cuore, l’anima per questi colori, per la squadra della città che l’ha visto crescere, quella in cui i suoi figli stanno crescendo con il sogno un giorno di giocare al Pietro Fortunati da protagonisti. Sarebbe bello, lo dico da papà. È con questo spirito che ho detto di sì a Giuseppe Nucera e con lo stesso spirito voglio che le persone che collaborano con me si muovano per il bene dell’Ac Pavia 1911. Voglio portare la mia esperienza, il mio lavoro pieno di risultati anche qui…”.

Un lavoro cominciato solo ora i grandi, con l’arrivo di Marku, di Cirigliano e Gaetano ma non è finito, perché a dicembre si ricomincia. Ma nei suoi pensieri ci sono anche i ragazzi, i bambini che rappresentano inevitabilmente il futuro di questa società.

Insomma il futuro dell’Ac Pavia 1911 passa per forza attraverso le sue giovanili “perché i ragazzi oggi, saranno quelli di domani”. Inutile ricordare l’importanza del settore giovanile azzurro per ripartire dal campionato di Eccellenza e non dalla terza categoria. Fondamentale anche per la politica degli eventuali ripescaggi per salire di categoria, quella che più ci compete come cantano i nostri tifosi.

Insomma largo ai giovani, a quei 300 bambini sognanti, a quel movimento di 1000 persone che tra allenatori, genitori e volontari (si ci sono anche quelli in ogni famiglia che si rispetti) si muovono intorno ai campi del Pietro Fortunati vincendo partita dopo partita ogni sabato, ogni domenica, su ogni campo”.

Il sogno di Antonio Dieni? “Quello presto di regalare i nostri giovani alla prima squadra. Un sogno non troppo lontano se questi bambini di ogni età continueranno a crescere con questo amore e rispetto per i colori che indossano”.

Un amore che il DG azzurro vorrebbe vedere anche con i più grandi: “Ci vuole amore per quello che si fa, bisogna sapere il tipo di maglia che si indossa, la responsabilità che ti dà. Bisogna comportarsi di conseguenza. Bisogna avere rispetto di chi ci mette i soldi. La proprietà si è presa un impegno ed è decisa portarlo avanti fino in fondo ma serve collaborazione da parte di tutti, dal primo tifoso all’ultimo, di chi tiene a questa squadra. Stare vicino alla squadra oggi è importante. Bisogna aiutarla come è sempre stato fatto fino a oggi”.

Aspettando di tornare alla vittoria con i grandi, già dal derby con l’Accademia Pavese, godiamoci i più piccoli: “Indossano la stessa maglia e hanno lo stesso obiettivo: vincere”. Forza Pavia!